FERMIAMO LA BOLKESTEIN NEI MERCATI

FERMIAMO LA BOLKESTEIN
Salviamo gli ambulanti: l'appello di AssoAmbulanti
Roma – "Fermate la Bolkestein. Salviamo gli ambulanti." È questo il messaggio chiaro e diretto che campeggia nella nuova campagna promossa da AssoAmbulanti, l'associazione che rappresenta gli operatori del commercio su aree pubbliche. Un grido che nasce dalla preoccupazione crescente di migliaia di famiglie che vivono grazie ai mercati rionali, alle fiere e alle piazze italiane.
Al centro del dibattito c'è la cosiddetta Direttiva Bolkestein, la normativa europea che disciplina la liberalizzazione dei servizi nel mercato interno. In Italia, l'applicazione della direttiva al settore del commercio ambulante ha acceso negli anni un confronto politico e istituzionale, con proroghe, ricorsi e tensioni tra Governo, enti locali e categorie produttive.
Le preoccupazioni degli operatori
Secondo AssoAmbulanti, l'applicazione rigida della direttiva rischierebbe di mettere a gara le concessioni dei posteggi, aprendo la strada a grandi gruppi economici a discapito delle piccole imprese familiari. "Dietro ogni banco c'è una storia, un mutuo, una famiglia", spiegano dall'associazione. "Non si tratta solo di autorizzazioni, ma di lavoro, tradizione e presidio sociale."
Il timore diffuso è che i bandi pubblici possano favorire chi dispone di maggiore forza finanziaria, penalizzando operatori storici che da decenni animano i mercati cittadini. In molte realtà locali, i mercati rappresentano un punto di riferimento economico e culturale, oltre che un presidio contro il degrado urbano.
Il nodo politico
La questione è tornata centrale nel confronto tra l'Italia e le istituzioni europee, con richieste di adeguamento alle norme comunitarie e, al contempo, pressioni interne per tutelare il comparto. Le associazioni di categoria chiedono una soluzione normativa che riconosca la specificità del settore ambulante italiano, composto in larga parte da microimprese.
LE PREOCCUPAZIONI
AssoAmbulanti rilancia quindi una proposta: valorizzare l'esperienza professionale, la continuità aziendale e il radicamento territoriale come criteri prioritari nei bandi, evitando meccanismi puramente economici.
Tra le altre cose, sono previsti criteri stringenti: DURC regolare e tributi comunali apposto
"Non chiediamo privilegi", sottolineano gli operatori, "ma regole giuste che non cancellino con un tratto di penna il lavoro di una vita."
Il futuro dei mercati italiani resta dunque al centro del dibattito. Tra esigenze di concorrenza europea e tutela del tessuto produttivo locale, la partita è ancora aperta. E migliaia di operatori attendono risposte certe per poter continuare a lavorare nelle piazze d'Italia.
